Avete trovato un errore
nei contenuti?

MammBook

Togliere il ciuccio: 10 trucchi e i suggerimenti delle mamme

91b69e9a947d0d9b0cf226067b4fc724.jpg

Il bambino comincia a succhiare ancora prima della nascita. Spesso nel corso di un'ecografia al quinto mese lo si può osservare mentre succhia il pollice. Non si può quindi affermare, come si sente dire a volte, che questa abitudine sia indotta da cattiva una educazione: è un riflesso naturale che non deve essere frustrato. La naturalezza e l'immediatezza di tale riflesso sono confermati dal fatto che se si sfiora la bocca del neonato con un dito, il piccolo gira immediatamente la testa e inizia a muovere le labbra. Succhiare soddisfa infatti un bisogno primario, che è quello della nutrizione: se questo impulso fosse meno accentuato, il bambino avrebbe serie difficoltà a nutrirsi dal seno, dal momento che l'uscita del latte dalla mammella richiede una suzione vigorosa e prolungata. Succhiare quindi è un atto non solo istintivo ma anche gratificante, che rasserena e tranquillizza il piccolo.

Proprio per questo, quando il seno materno non è a disposizione, si consiglia di offrire al bebè il ciuccio, che diventa una sorta di sostituto della mamma.

Succhiare, inoltre, è un modo per esplorare il mondo circostante, essenziale per un completo sviluppo psicologico. Lo dimostra il fatto che il bambino porta alla bocca qualsiasi oggetto, dal giocattolo, ai piedi e alle mani, poiché nel periodo che va dalla nascita ai due anni di vita (definito dagli psicologi come fase orale) la bocca rappresenta una fonte di piacere. Anche i bambini a cui non viene dato il ciuccio si rilassano e si consolano ugualmente con la suzione, mettendosi in bocca in modo spontaneo il dito. Nel tempo, però, è più difficile disabituare il piccolo al pollice, piuttosto che al ciuccio. 

Se entro i 3 anni l'uso del ciuccio (ma lo stesso vale per il pollice) non prevede restrizioni, il discorso cambia in seguito, quando la necessità di succhiare può rivelare una dipendenza psicologica del piccolo verso il succhiotto. Non a caso è proprio attorno ai 36 mesi, quando acquistano fiducia in loro stessi e diventano più sicuri, che molti bambini lo abbandonano spontaneamente. Con coloro che, invece, non accettano di separarsene può essere necessario adottare una strategia di... persuasione, tenendo conto che l'impresa può rivelarsi tutt'altro che semplice e, quindi, richiedere particolare sensibilità e delicatezza. Ecco a voi dieci consigli per abituare gradualmente, e senza traumi, i bambini a non utilizzare più il succhiotto: 

  • Cominciare lo "svezzamento" con gradualità, appunto, cercando di limitare l'uso del ciuccio alle situazioni "critiche" per esempio quando è ora della nanna e non riesce ad addormentarsi o se la mamma non c'è.
  • Chiedere direttamente al bambino quali sono i momenti in cui sente di poter fare a meno del succhiotto. E in quelle occasioni chiedere a lui di "eliminare" il ciuccio.
  • Trovare un posto speciale dove riporre il ciuco quando il piccolo non lo usa, suggerendogli, per esempio, di darlo in custodia al peluche o alla bambola preferiti.
  • Ricorre alla strategia dei rinforzi positivi, complimentandosi con lui quando riesce a privarsi del ciuccio e gratificandolo, di tanto in tanto con piccoli regali ( non troppo frequentemente, potrebbe approfittarsene ).
  • Fargli presente che il ciuccio è destinato a bambini "piccoli" (ma senza esagerare) può indurlo a rinunciarvi più facilmente. Non a caso, molti accettano di farne a meni confrontandosi con i coetanei che alla scuola materna non ne fanno più uso.
  • Distrarlo, rivolgendo la sua attenzione verso un gioco che ama o proponendogli qualche compito da bambino "grande", che con il ciuccio è difficile eseguire. Per esempio telefonare ai nonni o aiutare la mamma a preparare da mangiare.
  • Talvolta può essere risolutivo che il ciuccio si consumi fino a rompersi, rendendo così sgradevole per il bambino il fatto di succhiarlo. Naturalmente non va sostituito.
  • E’ assolutamente vietato fare sparire il ciuccio da un momento all'altro senza dare spiegazioni. Il rischio è che il piccolo non si adatti al brusco cambiamento e manifesti la sua sofferenza con nervosismo, rifiutando il cibo, facendo brutti sogni e che magari, cominci a succhiarsi il pollice in cerca di consolazione.
  • Evitare di focalizzare l'attenzione sul "problema ciuccio" con continue osservazioni. E' importante non prenderlo in giro facendogli osservare, per esempio, che i suoi compagni non usano più il ciuccio o che, se non vi rinuncia, è difficile considerarlo un bambino grande. Non farebbe che creargli un'ansia maggiore e, quindi, ulteriore dipendenza dal ciuccio.
  • Non cominciare il processo di rinuncia al ciuccio in concomitanza con cambiamenti importanti, come l'inizio della scuola materna, la nascita di un fratellino, un trasloco perché potrebbe rimanerne traumatizzato cercando il pollice per consolazione anche in questo caso.