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Perché piange? Coliche del neonate

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Le coliche del neonato sono un disturbo tipico dei lattanti nei loro primi mesi di vita. Questo problema stressa molto i genitori, che si sentono impotenti di fronte al pianto inconsolabile del proprio figlio. Le cause delle coliche gassose non sono ancora ben chiare, ma esistono accorgimenti che possono dare sollievo al piccolo. Nell’attesa che, dopo i tre-quattro mesi di età, cessino da sole. 

Non bisogna pensare alle coliche ogni volta che il neonato piange. 

I sintomi hanno caratteristiche ben precise: all’improvviso il bambino, senza alcuna causa scatenante, comincia a essere irrequieto e a strillare, diventa pallido o addirittura cianotico, stringe i pungi, flette le gambe sull’addome. Neanche il seno della mamma o il succhiotto spesso riescono a dargli consolazione. Tra una crisi e l’altra può calmarsi, addormentarsi, emettere un flato, che gli procura sollievo momentaneo.

Di solito  le crisi sono più frequenti nelle ore serali se il bambino è allattato al biberon, mentre nei piccoli allattati al seno possono manifestarsi in qualunque momento della giornata.  

Le coliche cominciano a manifestarsi in genere verso la 4-5 settimana di vita, ma sono autolimitanti, ossia si riducono spontaneamente dopo i 3 mesi, fino a cessare del tutto. 

Che cosa fare se il bebè ha le coliche.

La prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra, che, dopo aver visitato il bambino ed aver escluso altre cause, potrà rassicurare i genitori spiegando loro che: 

  • il bambino sta bene e cresce bene: le coliche infatti non comportano rischi per la salute e non compromettono la crescita del lattante;
  • si tratta di un problema maturazionale del neonato e si risolvono spontaneamente dopo i 3 mesi di vita.

Tranquillizzare i genitori, e soprattutto la mamma che trascorre col bambino molto più tempo, è il primo passo per affrontare le coliche nel modo corretto.  Spesso di fronte ad un pianto così inconsolabile e stressante la mamma si sente nervosa e frustrata e le prova di tutte: prova a modificare la sua alimentazione, tenta di cullarlo e calmarlo, lo attacca al seno (o al biberon) continuamente, molte volte guidata e consigliata da parenti e amici (compreso il papà), che la fanno sentire giudicata e inadeguata. Il rischio? Che si crei un circolo vizioso: il bebè infatti capta subito se nell’aria c’è tensione e preoccupazione e quindi potrebbe mostrarsi ancor più irrequieto. Invece, un atteggiamento sereno e tranquillo diminuisce la tensione mamma-bambino e infonde sicurezza e serenità al piccolo, che potrebbe tranquillizzarsi più facilmente. 

Tra i colpevoli delle coliche viene chiamata in causa anche l’allergia alimentare ( ha senso sospettare un’allergia solo se sulla cute compare un’irritazione e se c’è almeno un familiare di primo grado con accertata allergia ).

Se la mamma allatta al seno il suo bambino, si consiglia di solito una dieta di eliminazione, che prevede di togliere non solo il latte e i suoi derivati, ma anche altri alimenti potenzialmente allergizzanti, come uova, pesce, frutta secca. Si è visto che effettivamente in questo modo c’è una riduzione del tempo di pianto, ma non è un beneficio sufficiente a giustificare una dieta così spinta, che a lungo andare provoca carenze nell’alimentazione materna. Non è invece assolutamente dimostrato che l’assunzione da parte della mamma di alimenti come i legumi o certi tipi di ortaggi, come i cavolfiori, favoriscano le coliche gassose.

Se il bambino invece è allattato al biberon, per alleviare le coliche si possono provare latti più digeribili, con basso contenuto di lattosio, proteine lievemente predigerite e una discreta quantità di prebiotici, come i galattoligosaccaridi e fruttoligosacaridi (sigle GOS e FOS), e ricchi di grassi come l’acido betapalmitico, sostanze presenti naturalmente nel latte umano, che favoriscono la produzione di una flora intestinale simile a quella che si produce con il latte materno e rendono più morbide le feci, facilitando l’evacuazione. Per questo motivo sono utili anche in caso di stitichezza. 

Ecco alcuni consigli per consolare il bebè:

Massaggio

Un bebè con le coliche adora i massaggi: il contatto delle vostre mani ha un potere rilassante. E secondo diversi studi, i bambini piangono meno e dormono meglio dopo un massaggio. Farlo è semplice: basta spogliare il piccolo e far scorrere le dita in modo lento ma fermo (per evitare il solletico) su gambe, braccia, schiena, petto e viso.

Fargli cambiare posizione

Se cullare il piccolo a pancia in su non funziona, prova a girarlo. Tenerlo a pancia in giù, con una mano sotto la pancia a la testa appoggiata al tuo avambraccio, può aiutare: la pressione sulla pancia è infatti in grado di alleviare il disagio delle coliche.

Sussurra

Il sussurro (il classico “Shhhh!”) direttamente nell’orecchio del piccolo a volte può calmarlo anche durante le coliche. Inizia piano, dolcemente, e poi a volume sempre più alto affinché il bebè riesca a sentirti al di sopra del suono del suo pianto.

Il movimento

Nel grembo materno, i piccoli si abituano al movimento: imitatelo, mantenendo il piccolo in movimento per farlo dormire. Può andar bene una sedia a dondolo, un’altalena e, a mali estremi, il classico giro in auto.

Il ruttino

Un bambino che piange può ingoiare un sacco di aria, che può solo peggiorare le coliche. In questo caso, la soluzione è metterlo nella classica posizione con la testa appoggiata alla tua spalla, e dargli qualche colpetto sulla schiena per aiutarlo a fare il ruttino.